Jean Dubuffet. Il Teatro del Suolo

Tornano in Italia i «Phénomènes», il capolavoro di Dubuffet ispirato ai fenomeni della natura e del suolo

Gli ampi spazi espositivi del Giardino della biodiversità accolgono, dal 30 giugno al 31 ottobre 2015, la mostra Jean Dubuffet. Il Teatro del Suolo, promossa dall’Università di Padova con il contributo di UniCredit, e curata da Nicola Galvan.

L’esposizione riunisce i 324 lavori litografici di Dubuffet e ripropone, a 51 anni dalla sua prima esposizione italiana, l’eccezionale ciclo dei Phénomènes, realizzato tra il 1958 e il 1962. Accolti nelle collezioni permanenti di musei quali il Centre Georges Pompidou di Parigi, il MoMA e il Solomon R. Guggenheim di New York, i 22 portfolio che custodiscono l’intero ciclo giungono a Padova grazie alla collaborazione della Fondation Dubuffet e della Galerie Baudoin Lebon di Parigi.

In questi lavori, oltre a raccogliere sulla carta le impronte di diverse superfici individuate nell’ambiente che lo circondava, Dubuffet ha fatto ricorso a procedimenti quali la polverizzazione, l’irrigazione e l’emulsione di liquidi sulla pietra litografica, orientandoli verso il raggiungimento di possibili analogie visive con i fenomeni relativi alla natura e alla terra in particolare. L’esito, ancora oggi da ritenersi un unicum assoluto nel campo delle arti, è uno spettacolare “atlante” di immagini a colori e in bianco e nero, apparentemente astratte eppure verosimili; una classificazione puntuale, quanto poetica, di avvenimenti grandi e impercettibili, visibili e invisibili, in cui l’autore sembra osservare e reimmaginare il mondo attraverso gli occhi del geologo, del botanico, dell’agrimensore, dell’artista.

Il Teatro del Suolo è un progetto pensato appositamente per il Giardino della biodiversità all’Orto botanico di Padova, e viene realizzato in coincidenza con il periodo di apertura di EXPO 2015, manifestazione che ha per titolo Nutrire il pianeta e di cui l'Università di Padova è partner ufficiale. L'esposizione universale e la mostra: due occasioni per riflettere su quanto l'equilibrio tra uomo e natura sia fragile, ma imprescindibile.

La mostra è realizzata in collaborazione con Arcadia Arte di Venezia e Maco Arte di Padova.

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